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Azure HG: Con Petwell i sottoprodotti incentivano l’ecosostenibilità

Aggiornamento: 15 lug 2021

La holding prevede in cinque anni di concentrare i sottoprodotti degli impianti produttivi del centro Italia, inoltre sono in fase di sviluppo nuovi impianti produttivi di farine da insetti.


Lo dichiara dichiara Simone Di Mario, amministratore delegato di Azure HG. Allargando lo sguardo allo sviluppo internazionale del mercato del barf-food, prosegue Emanuele Podagrosi CEO della partecipata PETWELL Srl specializzata del gruppo in campo petfood, in 5 anni le quantità di sottoprodotti alimentari di cat-3 che gli impianti produttivi del centro-sud Italia genereranno potrebbero superare le 40.000 tonnellate, che ri-convertite in materie prime pronte all’uso ed in barf-food porterebbero il gruppo a diventare tra i primi in Italia.


Grazie ad EFP (Efficiency From Pet) garantiremo ecosostenibilità e soluzioni vantaggiose per gli impianti produttivi.


DI MARIO: La consapevolezza e l’importanza di non operare in direzione avversa rappresenta una parte cruciale del sistema EFP, fondamentale, molto importante per tutti gli sviluppi futuri. Noi, come AZURE HG, stiamo portando avanti investimenti in tal senso. In realtà nell'ultimo trimestre abbiamo investito più del 16% in R&S. Possiamo avere un ruolo importante e abbiamo accelerato, assecondando le richieste del mercato. In effetti, secondo le nostre previsioni, nei prossimi cinque anni le quantità di sottoprodotti alimentari di cat-3 che gli impianti produttivi del centro-sud Italia genereranno potrebbero superare le 40.000 tonnellate, che ri-convertite in materie prime pronte all’uso ed in barf-food grazie ad EFP porterebbero il gruppo a diventare tra i primi nel centro-sud Italia, senza contare gli enormi benefici che porterebbe agli impianti di produzione esterni, in termini economici ed ecosostenibili. Stiamo investendo inoltre alla produzione di materie prime alternative sostenibili come farine da insetti, crediamo infatti che l’utilizzo di queste ultime potrebbe avere un doppio effetto positivo, uno diretto, al posto della carne, ed uno indiretto, al posto della soia con cui si alimentano gli animali degli allevamenti, riducendo notevolmente l’impatto ambientale di svariati settori produttivi. Questo è il quadro generale delle nostre prospettive nel mercato.



Come riuscirete ad implementare la politica di Petwell?


PODAGROSI: Grazie a l'implementazione del sistema EFP, che in realtà è un insieme di strumenti atti a massimizzare ed efficientare la catena produttiva degli impianti di produzione alimentari grazie a disciplinari che permettono il riutilizzo in campo petfood e barf-food di materie prime, generate in produzione. Il sistema è ancora in una fase iniziale, ma, includendo il 2021, per l’implementazione del EFP nel centro-sud siamo tra i primi, quindi è un grande risultato, soprattutto pensando che andremo ad incentivare gli impianti, i quali sentiranno per primi i risultati della nostra strategia.



In Italia, attualmente, il deployment dei sottoprodotti cat-3 uso petfood non supera il 15%, secondo alcune stime. Quali sono secondo voi i principali freni e come migliorare questa situazione?


PODAGROSI: In realtà abbiamo prestato molta attenzione ai progressi del settore. Lo scoglio principale che abbiamo riscontrato durante le fasi iniziali del concepimento di EFP è stato cercare di far sposare a pieno la logica della produzione dello scarto, ossia, lo sviluppo della catena produttiva non fine a se stessa ma, con obiettivi combinati. Guardando al mercato globale, la situazione italiana non è molto indietro. EFP è ancora in una fase iniziale, avvertivamo preoccupazioni per gli impianti produttivi più piccoli, noi dal canto nostro stiamo contribuendo alla costruzione del sistema. Ora i progressi sono abbastanza buoni. Se si guarda alla visione globale dell'industria, ci sono progressi anche molto evidenti. In conclusione, ci sono ancora degli scogli da superare, per esempio il controllo e la supervisione del disciplinare di EFP. Ma siamo nella giusta direzione. Noi continuiamo a fare la nostra parte per contribuire sia in termini di efficienza che di sostenibilità, anche per dare supporto ai piccoli produttori.



In conclusione


DI MARIO: Incrementare la competitività dei prezzi crea pari condizioni per tutte le persone; questa è la nostra politica di sempre, per questo stiamo cercando alternative alle classiche materie prime, inoltre, prevediamo che la composizione del Pil futuro cambierà visto che ci saranno molte opportunità alternative per le fabbriche che usano materie prime come farine da insetti. Siamo ottimisti sul fatto che ci sarà una grande richiesta e prima o poi la produzione globale cambierà (soprattutto dopo la pandemia). Come Azure HG ci stiamo muovendo su diversi fronti in ambito di riduzione dell’impatto produttivo sull’ambiente, soprattutto per incrementare i comparti produttivi sia alimentari che petfood, stiamo infatti ultimando, per quanto riguarda il segmento barf-food, un laboratorio di sviluppo farine da insetti; questo non ci fa escludere che in un futuro non molto remoto svilupperemo anche una linea alimentare in tal senso, infatti, crediamo che gli insetti, le larve e i vermi siano il cibo del domani per un’umanità dove nove miliardi di persone, sempre più difficile da nutrire, si trova a costretta a dover diminuire soprattutto gli impatti sulla produzione del cibo.


fonte: ANSA.it

https://www.ansa.it/pressrelease/economia/2021/07/15/azure-hg-con-petwell-i-sottoprodotti-incentivano-lecosostenibilita-puntiamo-sulle-farine-di-inse_e7327f9b-b4b7-43ad-a469-b4c00f925216.html

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